Having Fun, Seriously

LinkedIn cambia algoritmo: cambia anche il modo di raccontare le aziende?

Negli ultimi mesi molti professionisti e aziende hanno notato qualcosa di diverso su LinkedIn: visualizzazioni meno prevedibili, engagement che si sposta, contenuti che performano in modo nuovo. Non è un’impressione, bensì l’effetto di un cambiamento profondo nell’algoritmo della piattaforma, noto come LinkedIn BREW 360.

Ciò che cambia ha a che fare con il modo in cui LinkedIn interpreta quello che diciamo: questa evoluzione, quindi, sembra avere un impatto diretto su chi usa LinkedIn per raccontare la propria realtà aziendale, costruire un employer branding forte e riconoscibile e dare voce a colleghe e colleghi.

 

Cos’è davvero LinkedIn BREW 360 (e perché conta)

BREW 360 rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui LinkedIn seleziona e distribuisce i contenuti. Se prima il feed era governato da una somma di micro-regole e segnali separati, oggi la piattaforma ragiona sempre di più come un unico sistema di comprensione.

In pratica, LinkedIn non guarda più solo cosa si pubblica, ma come ci si racconta nel tempo:

  • com’è e cosa fa la tua azienda
  • quali tematiche affronta con continuità
  • come interagisce con gli utenti

Si tratta di un algoritmo maggiormente orientato alla lettura del contesto, rispetto all’analisi del singolo contenuto: un cambiamento da tenere in considerazione quando decidiamo di lavorare sull’employer branding. Perché? Approfondiamo il tema insieme.

 

Dal contenuto isolato alla coerenza narrativa

Con BREW 360, LinkedIn premia sempre meno il post “spot” e sempre di più la coerenza.  Non basta più pubblicare un bel contenuto saltuariamente: conta la storia complessiva e integrata che emerge da profili, pagine aziendali e persone.

Per le aziende questo significa una cosa chiara:

👉 l’employer brand non è più una campagna, ma una narrazione continua.

Chi riesce a raccontare in modo chiaro e differenziante il proprio ruolo nel mercato, il proprio modo di lavorare e le persone che vivono l’azienda ha più probabilità di essere compreso (e quindi mostrato) dall’algoritmo.

BREW 360 favorisce chi rende leggibili i segnali: un vantaggio enorme per le aziende che lavorano bene su identità, cultura e contenuti. Su che cosa puntare, quindi?

1. Chiarezza e coerenza prima di tutto

Profili aziendali, career page, profili HR e collaboratori devono parlare la stessa lingua. Non serve dire tutto: serve esprimere bene i concetti rilevanti per la propria realtà e il proprio employer brand. Raccontare in maniera coerente chi siamo, per chi vogliamo essere rilevanti e perché lavorare con noi.

2. Continuità, non volume

Meglio pochi format riconoscibili che tanti contenuti scollegati. Rubriche, filoni editoriali, temi ricorrenti aiutano LinkedIn a “capire” chi è l’azienda e aiutano le persone a riconoscerla.

3. Le persone sono (ancora) centrali

LinkedIn BREW 360 è in grado di leggere anche le interazioni: i commenti dei collaboratori, le conversazioni sotto i post, le storie raccontate dalle persone valgono quanto (se non più) dei contenuti corporate. Questo conferma un principio chiave della comunicazione HR: le aziende non parlano da sole, parlano grazie e attraverso le persone.

 

Come sfruttare BREW 360 in modo intelligente

Quali azioni possiamo intraprendere per rispondere in modo efficace al nuovo algoritmo? Qui alcuni consigli:

  • Allineare profili e contenuti.  Azienda, HR e ambassador possono adottare stili diversi ma raccontare temi coerenti con valori, cultura e obiettivi
  • Costruire format riconoscibili.  Format, struttura dei contenuti, se mantenuti nel tempo, aiutano i candidati a familiarizzare con l’azienda e a riconoscerla nel mercato
  • Usare LinkedIn come spazio di relazione, non solo di pubblicazione.  Commentare, rispondere, aprire conversazioni è parte integrante della visibilità

 

In conclusione: meno rumore, più identità

LinkedIn BREW 360 chiede alle aziende di raccontarsi meglio, veicolando un’identità chiara e coerente nel tempo.

Non è solo una questione di algoritmo o di visibilità, ma una vera e propria questione di narrazione. Ed è proprio qui che, oggi più che mai, si gioca la differenza tra essere presenti su LinkedIn… ed essere davvero scelti.

Vuoi costruire la narrazione della tua azienda o anche solo capire quali sono i primi passi per farlo? Contattaci!

ALTRI ARTICOLI